Arcanto de lo lupo solitario

detto Arcanto della Truschia

Arcanto de lo lupo solitarioNasce in un giorno di Aprile dell’anno domini 1236, in un piccolo villaggio della marca d’Ancona.
Primo figlio di modesti vassalli, del contado del libero comune di Santo Severino, viene avviato  prestissimo alla carriera militare iniziando come scudiero di Beccoluccio della Truschia conte di San Severino.
Cresce alla corte del conte, prima come paggio poi come scudiero, ma la sua crescita culturale è impartita dai monaci benedettini, che insegnano al giovane Arcanto la lettura e la scrittura, la poesia, le scienze e la medicina artigianale dell’epoca. Dai monaci apprende inoltre le leggi di Dio e la fede nel mistero cristiano, i quali dogmi saranno ben saldi nel suo onore e nella sua vita da cavaliere. Riservato, schivo, rispettoso del codice cavalleresco,  volge le sue attenzioni verso il maneggio delle armi che apprende da maestri settempedani e di nascosto dai soldati imperiali che albergavano da tempo, nel territorio di San Severino.
Vide nei giorni precedenti alla battaglia tra le milizie camerti guelfe e quelle settempedane ghibelline, la sua nomina a cavaliere.
E proprio in quello scontro compare per la prima volta nel panorama cavalleresco-militare il suo nome, Arcanto de lo lupo solitario, in quanto la leggenda vuole, che durante la battaglia un lupo comparve nel campo indicando al cavaliere il fronte dove colpire il nemico. La storia invece narra che i soldati imperiali vedendo l’astuzia e l’audacia di Arcanto, gli diedero il nomignolo “lupo solitario”. E proprio grazie alle sue doti che la battaglia volse in favore dei settempedani.
La sua audacia e spensieratezza lo portano ad acquisire il titolo di cavaliere dello libero comune di Santo Severino, dal podestà Fidesmido da Mogliano, al quale chiede la possibilità di poter prendere per se le insegne del lupo e quelle della sua famiglia.
Le battaglie tra comuni vicini imperversano sanguinose e numerose, e in quelle situazioni che Arcanto, sia come cavaliere sia come uomo si ricopre di prestigio. La sua astuzia nel trovare il punto debole del nemico lo fanno un avversario temibile.
Viaggia spesso di dominio in dominio, toccando tutti i comuni della marca e delle terre del papa.
Alla corte di alcune nobili famiglie della marca, ha la possibilità d’apprendere nuove tecniche di combattimento e di strategia militare e in uno dei suoi incontri con uomini illustri del tempo, conosce MONTEFELTRANO II, che lo vuole con se in una delle sue innumerevoli campagne in terra marchigiana.
Arcanto si guadagna il titolo di Ufficiale proprio con il Montefeltrano, che addirittura gli concede il privilegio di guidare 50 sue lance alla volta di Jesi.
Ma alla morte del Capitano d’arme, ritorna nella sua patria dove viene riammesso nelle milizie del podestà Fidesmido come capitano di formazione.
Ma la sorte è ancora con lui; vista la situazione critica che la Marca sta imperversando e grazie alle sue abilità e ai suoi principi cavallereschi, riesce ad ottenere il comando di una milizia, dapprima come milizia cittadina, poi con l’aiuto di altri cavalieri provenienti da ogni parte della penisola e dell’Europa stessa, di innalzare agli altari la Compagnia Grifone della scala. La quale vedrà con Percivalle Doria il suo battesimo del fuoco. D’ora in poi sarà Capitano Arcanto de lo lupo,capitano umile e audace della Compagnia Grifone della Scala.

Capitano Arcanto della Truschia detto lupo solitario

 

 

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