Girolamo da Serrapetrona

detto “Mastino”

Nato nel corso dell’anno di grazia 1230, di libera famiglia al servizio dei feudatari di Serrae Patroni, piccolo e montuoso territorio stretto tra i potenti, litigiosi e scomodi vicini di San Severino, Camerino e Tolentino. Fedeli all’imperatore ed al partito guelfo avendo militato  spesso sotto le insegne ghibelline, la famiglia cadde in disgrazia nel 1240 all’atto della sottomissione del comune di Serrapetrona all’autorità papale ed alla sua forzata alleanza da parte del guelfo comune di Camerino. Costretto all’esilio da un bando di proscrizione vagò per il mondo come mercenario aiutato da una statura inusuale per l’epoca e da una naturale propensione all’arte delle armi. Soldato disciplinato, capace e valoroso si guadagnò presto il soprannome di “mastino” per l’assoluta fedeltà alla consegna ed alla ferocia in battaglia. In cerca di riscatto per ottenere la possibilità di un pacifico ritorno a casa si arruolò nella settima crociata guidata dal re di Francia Luigi IX in seguito santificato. Fu nominato cavaliere per il valore dimostrato nella battaglia di al-Manšura  (1249) dove l’esercito crociato fu sconfitto dall’esercito mamelucco guidato dal generale Baybars, futuro sovrano d’Egitto. Disgustato dalle beghe politiche e dal comportamento tenuto dalle truppe e dai condottieri  fedeli al Papa, nonostante l’investitura cavalleresca, al termine della crociata lasciò per sempre le schiere guelfe. Trasferitosi all’estremo nord servì il potente clan Clan scozzese dei Comyn fino alla nomina di Alexander Comyn, conte di Buchan, all’incarico di Giudice di Scozia nel 1258. Desideroso di respirare di nuovo l’aria di casa ritornò nella marca nonostante l’esilio. Ivi scoprì che un gruppo di cavalieri ghibellini servivano il comune di San Severino contro le forze papali in quel momento guidate dal comune di Camerino. Memore della disgrazia subita dalla sua famiglia grazie alla politica di espansione Camerinese, offrì i suoi servigi al capitano della compagnia Grifone della Scala nella battaglia che portò nel 1259 alla distruzione del detestato comune di Camerino. Venne quindi invitato a restare nella compagnia e con essa giurò fedeltà al re nel 1263. Guerriero di con molta e varia esperienza con le armi e con molti peccati sulla coscienza, noto per il suo rigore militare in battaglia diventò noto anche per la sua scanzonata abitudine di amare “ lo bono ferro, lo bono vino e le bone femmine”,  arte coltivata al punto che usava vantarsi di aver combattuto in metà delle battaglie d’europa e in tutte le osterie dalle colonne d’ercole al fiume eufrate

 

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